Un pagliaccio, una notte, un sorriso

E cadde. Una, due,tre volte ancora. Alcuni genitori osservavano le movenze del pagliaccio, da un chiosco. Si scambiavano commenti, vedendo i loro figli felici,mentre le birre  e i bicchieri passavano di mano in mano.

—Quanto è bravo il furbacchione!

—Però le costole devono fargli un male dell’accidente.

—Ma dai, è tutto preparato! —aggiunse un altro—. Nemmeno un livido.

Un gran applauso decretò la fine dell’esibizione del pagliaccio che salutò ognuno dei bimbi,con un bacio. Raccolse la sua valigia, vicino al muro e si avvicinò al bancone del chiosco. Il cameriere, scorgendolo, riempì un bicchiere di cognac che il cliente,appena arrivato, tracannò all’istante. Il bicchiere vuoto e il suo mezzo sorriso erano il segnale che il cameriere doveva riempirlo di nuovo.

Tanto rapidamente glielo servì l’uno, così come se lo bevve l’altro. Uno dei genitori, alzò la voce,per commentare in modo spiritoso:

—A questo punto non mi meraviglio che faccia i capitomboli che fa….

Le risate percorsero tutto il bancone. Il cameriere guardò il pagliaccio che fece un nuovo segno di assenso. Un terzo bicchiere non gli sarebbe dispiaciuto. E nemmeno un quarto.

Aveva il viso dipinto e una pallina di gommapiuma sul naso. Simulava divertimento. Il cameriere gli allungò un panino che il pagliaccio ripose in uno dei taschini della sua giacca. Abbassò la testa e inchiodò lo sguardo sul legno del bancone del bar. Il tono della sua voce suonò compassionevole, ma deciso:

—Bene,grazie a questo oggi tuo figlio andrà a letto con un sorriso. Vediamo se sei capace di dire lo stesso.

E lasciò il padre, incapace di parlare,sconcertato come tutti gli altri. Il sorriso del bimbo.

Una gioia di cui aveva bisogno, giorno dopo giorno. Camminando verso la Pensione, ricordò le risate che ancora riempivano le sue orecchie. Il mare accarezzava la sabbia, però lui non udiva niente oltre le risa. Le stesse che gli furono strappate anni addietro, uccidendolo in vita. Gli mancavano così tanto che abbandonò tutto e abbracciò la solitudine come compagna,percorrendo paesi e città  senz’altro obiettivo che quello di suscitare la risata di un bambino.

La stessa che si spezzò la notte in cui suo figlio morì.

Traducción a cargo de Giovanna Arnoldi.

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